martedì 22 maggio 2012

MILLE ANNI DI CARCERE




A Paolo Persichetti non è stato concesso l'affidamento. Estradato dalla Francia perché sospettato di appartenere alle "nuove Br" e di essere direttamente responsabile dell'omicidio di Marco Biagi, tutte ipotesi investigative rivelatesi prive di fondamento, Paolo sta scontando anni di carcere per la sua militanza nelle UCC alla fine degli anni Ottanta. Nonostante un lavoro come giornalista, una famiglia e un comportamento irreprensibile, la semilibertà non si è trasformata in affidamento per motivazioni tutte ideologiche. Paolo è un prigioniero politico, per motivi politici non lo rilasciano, ma non lo dicono.

Lo stesso racconta com'è andata. Da leggere con attenzione. Può accadere a tutti, anche se non ci si crede mai.

http://insorgenze.wordpress.com/2012/05/22/paolo-granzotto-e-il-funzionario-giuridico-pedagogico-di-rebibbia/

SANDRO PADULA SU STRAGI, LEGISLAZIONE DELL'EMERGENZA


Giustizia: basta con le stragi, la legislazione dell’emergenza e le torture…




Sandro Padula
su
Ristretti Orizzonti, 21 maggio 2012

Lo stragismo in Italia da piazza Fontana (12 dicembre 1969) a Bologna (2 agosto 1980) non rispondeva ad un’unica “strategia della tensione” ma a diverse strategie delle forze reazionarie e conservatrici italiane e occidentali, anche in reciproca guerra ma per lo più compatibili rispetto alle mutevoli esigenze politiche ed elettorali del partito repubblicano Usa (Nixon e Reagan), ed ebbe come effetto quello di favorire lo sviluppo delle Leggi dell’Emergenza.
Queste ultime ricevettero la maggiore accelerazione e il massimo consenso sociale dopo la strage di Bologna, la più tremenda e crudele fra le grandi stragi verificatasi nel corso della Prima Repubblica. Al tempo stesso crearono le condizioni ottimali, grazie alla legalizzazione dei prolungati fermi di polizia, per un uso più sistematico e diffuso delle torture. Un filo indissolubile collega perciò i fenomeni dello stragismo, della legislazione dell’Emergenza e delle torture di Stato.
La matrice politico - culturale degli acclarati stragisti, come l’esperto di bombe Carlo Digilio, informatore dei servizi segreti militari statunitensi (Ftase di Verona e Vicenza), italiani e israeliani, infiltrato nel gruppo “Ordine Nuovo” del Triveneto e attivo dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta, è infatti uguale a quella del bitontino “professor De Tormentis”, il più famoso torturatore dello Stato italiano dal 1978 al 1982.
Lo stragista e il torturatore si dichiaravano neofascisti ma erano due funzionari di uno Stato a sovranità limitata e ad Emergenza continua. Entrambi, tanto per dirne una, diedero la caccia ai brigatisti rossi che il 17 dicembre 1981 avevano rapito il generale Usa James Dozier, responsabile della Ftase (Nato dell’Europa meridionale). Si sentivano militanti di una specie di guerra santa filoatlantica, una guerra in cui la sovranità nazionale doveva restare limitata e subalterna alle strategie della destra statunitense.
Da quel tempo molte cose sembrano cambiate.
Lo stragismo del biennio 1992 - 1993, ad esempio, ebbe una diversa matrice ed era l’espressione della crisi del rapporto fra la vecchia mafia e il regime agonizzante della Prima Repubblica. La tentata strage di Brindisi del 19 maggio 2012 che ha provocato la morte di una ragazza e il ferimento di altre giovani persone è invece qualcosa di molto diverso da tutte le precedenti stragi verificatesi o tentate nell’Italia repubblicana.
In questo caso è improbabile ci sia una matrice “mafiosa”. Nessuna organizzazione mafiosa, neppure la pugliese Sacra Corona Unita, ha interesse a compiere un crimine indiscriminato e a ragionare al di fuori della logica commerciale dei costi e dei ricavi di un’azione. È pure improbabile ci sia la matrice del “terrorismo politico” autonomo dallo Stato e dai servizi segreti: il (residuo) “terrorismo politico” di sinistra non ha mai compiuto azioni indiscriminate contro una scuola e da decenni neppure il (residuo) “terrorismo politico” di destra si è macchiato di crimini di questo tipo.
Qui siamo dinnanzi ad un fenomeno che da un lato tende a provocare i soliti effetti liberticidi sul piano delle politiche istituzionali riguardanti la giustizia e la sicurezza collettiva e dall’altro si colloca sulla scia dei crimini compiuti da personaggi psicolabili, reazionari e neotemplari del XXI secolo come Anders Behring Breivik, l’autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, e Gianluca Casseri, colui che il 13 dicembre 2011 uccise a Firenze tre senegalesi.
Il primo dato certo è che i governanti italiani si sono scandalizzati molto poco quando furono uccisi quei tre immigrati e non hanno fatto nulla, ad esempio nel campo relativo allo sviluppo territoriale delle attività psicologiche e di educazione permanente formali e informali, per contrastare in modo preventivo la diffusa mentalità schizofrenica, razzista e militarista esistente nella società che produce migliaia di “lupi solitari” facilmente strumentalizzabili.
Un altro dato certo è che in Italia le stragi e le torture sono per lo più impunite e quindi c’è il rischio che si producano nuove torture, nuovi crimini aberranti, nuove stragi, nuovi depistaggi e impistaggi statuali e interstatuali e nuove Leggi dell’Emergenza. Veri e propri corti circuiti che offendono il nostro paese e non offrono alcun futuro ai giovani. Anzi, a volte li uccidono nel senso letterale della parola come hanno già ucciso a Brindisi la studentessa di 16 anni Melissa Bassi.

PARMA E LA DEFICIENZA DEL GIORNALISMO

A Parma, come tutti sappiamo, ha vinto il movimento 5 stelle.

Ecco il commento più intelligente (si fa per dire commento) che sono riusciti a tirar fuori giornalisti di grido come Paolo Franchi (Settimanale "Ragioni" de "il Riformista") su RAINEWS. Praticamente, il nulla.



sabato 19 maggio 2012

ESSERE TE





ESSERE TE
PER SAPERE COSA SENTI
ESSERE TE
CHE HAI STRAZIATO UNA BAMBINA
ESSERE TE
PER SAPERE CHE LIBRI HAI LETTO
ESSERE IL TUO AMANTE
PER AVERTI DENTRO E SENTIRTI GODERE
ESSERE TE
PER CAPIRE COSA VUOL DIRE ESSERE ODIATI
ESSERE TE
PER STRINGERE LE MANI CHE STRINGI
ESSERE TE 
PER RIDERE CON I TUOI AMICI
ESSERE TE
PER INCROCIARE I LORO OCCHI COMPLICI
ESSERE TE
PER CAPIRE COSA VUOLE DIRE DISTRUGGERE
ESSERE TE
ASSASSINO DELLA BELLEZZA
ESSERE TE
CHE UCCIDI LE API
ESSERE TE
PER NON ESSERE UN UOMO
MAI PIU'

CI HANNO RICORDATO FALCONE


giovedì 17 maggio 2012

GRECIA PUOI FARCELA. ΕΛΛΑΔΑ ΜΠΟΡΕΙΣ

Questa la parola d'ordine della cerimonia che si è svolta oggi pomeriggio nello stadio Kallimarmaro che ha ospitato le prime olimpiadi moderne nel 1896. Sotto la pioggia i tedofori hanno portato la fiaccola olimpica e acceso il braciere al centro della pista di atletica, aprendo ufficialmente l'anno olimpico.


































NUOVE STUPIDAGGINI SUL RAPIMENTO MORO. COME SI MONTA UN CASO





LEGGERE CON ATTENZIONE. VOGLIONO PURE CHE LA RICERCA SIA DATA SU UN PIATTO D'ARGENTO! ORE E GIORNI DI LAVORO CERTOSINO, POVERINI. DA TRE ANNI SCRIVO UN LIBRO SULLA GRECIA E HO CONSULTATO MIGLIAIA DI PAGINE IN ALMENO CINQUE LINGUE. SI CHIAMA: RICERCA. (CHE POI PER QUANTO MI RIGUARDA MAGARI IL RISULTATO SARA' UNA SCHIFEZZA, E' UN ALTRO DISCORSO).

(TRATTO DA L'ESPRESSO ON LINE) 

Roma, Archivio centrale dello Stato, primo piano, sala consultazioni. Dopo due mesi di attesa per ottenere dal ministero dell'Interno la necessaria e indispensabile autorizzazione, finalmente le carte dei servizi segreti relative al sequestro Moro, rese pubbliche per volontà dell'ex capo del Dis Gianni De Gennaro, dell'ex sottosegretario di Stato Gianni Letta, e del presidente del Copasir Massimo D'Alema, sono finalmente accessibili a un ristretto pubblico di studiosi.

Finora i permessi accordati sono 5. Uno di questi, al cronista di Repubblica, un altro al giornalista inglese Philip Willam autore di un libro sulla morte di Calvi. Decine di faldoni di documenti, migliaia di pagine, sono contenuti in un Dvd consultabile solo su un solo computer dell'Archivio appositamente dotato di un programma in grado di decriptarne il codice di lettura riservato.
La consultazione appare subito complicata e laboriosa. Un esempio. Dopo aver digitato il nome in codice e una password segreta, si clicca "esplora dvd", e si apre l'indice dal codice numerico 73-2-50-6-180. Si ri-clicca, e si presentano dunque due cartelle. In quella di destra c'è il materiale dei 55 giorni del sequestro. A questo punto si decide di studiare il fascicolo 16 che contiene al suo interno un centinaio di documenti pdf. Li si apre uno ad uno, e, dopo qualche ora di ricerca, si fissa l'attenzione sui numeri 1017, 1018, 1019 e 1020. Si pigia il tasto stampa e poi si torna indietro e si ricomincia da capo. Ore e ore, giorni e giorni di paziente e certosino lavoro.
Ma se uno avesse il retropensiero di trovare là documenti che rispondano finalmente, a 34 anni dal sequestro, ai numerosi interrogativi rimasti tuttora senza risposta, ben presto si rende conto che in quella mole di carte l'unica cosa che si scopre con certezza, è la confusione che regnava sovrana nei giorni del sequestro all'interno della nostra intelligence. Confusione voluta o meno, non è dato sapere. Ma confusione.

Se uno si aspettava di trovare la carta a dimostrazione del sospetto che le bierre fossero eterodirette dai servizi segreti deviati nostrani, o sovietici o financo filopiduisti argentini. Oppure la prova regina per dimostrare la presenza di infiltrati della Cia o del Mossad. Insommna, se uno si aspettava di trovare lo zampino, la manina o la manona di qualche Gladio, o la prova di una fronda fratricida democristiana, sarebbe ben presto rimasto deluso.

Gli 007, in pieno sequestro rispolverano un documento datato cinque anni prima coi nomi di politici della sinistra che avrebbero partecipato a corsi "con denominazioni ufficiali dei copertura" organizzati nei Paesi dell'Est dal Kgb. "Scopo" di quei corsi, "specializzazione politica" e "istruzioni di carattere militare". Erano quasi tutti esponenti del Pci quelli "schedati" dal Sismi che risultavano essersi in effetti recati in Unione Sovietica, ma non certo per seguire lezioni dai potenti servizi segreti sovietici. Ma che c'entravano Pio La Torre o Luigi Longo o Petruccioli coi sequestratori di Moro? Va detto che in una parte dell'intelligence era in voga una corrente di pensiero (ben tratteggiata in un articolo di Pecorelli su OP del 17 ottobre del 1978) secondo la quale le bierre avevano "un'unica matrice, il Pci".

Le bierre, in sostanza, sarebbero "nate del cuore di questo partito, nel cuore dei suoi rapporti con i Paesi del Patto di Varsavia. "116 brigatisti - svelava Pecorelli su OP - iniziarono la loro milizia nei Gap di Feltrinelli" addestrandosi in campi militari in Cecoslovacchia. Si spiega forse così il motivo per cui il Sismi decide, a rapimento in corso, di rimestare quelle carte ingiallite: per accreditare quell'equazione tanto cara ad alcuni ambienti dell'intelligence anticomunista: Br=Pci=Urss=Feltrinelli=Gap=Cecoslovacchia. Evidentemente agli 007 faceva comodo in quel momento tirare in ballo, in qualche, i sovietici.

Fra quei 507 nomi, c'erano Pio La Torre, segretario regionale del Pci in Sicilia, protagonista delle lotte contro l'aeroporto militare di Comiso. Lauro Casadio, ex partigiano, segretario del Comitato regionale della Cgil e consigliere regionale in Lombardia. Claudio Petruccioli, ex presidente del consiglio d'amministrazione Rai, e ex segretario nazionale della Fgci. Lia Cigarini, destinata a diventare una delle protagoniste intellettuali del movimento delle donne. Lanfranco Turci, presidente della regione Emilia Romagna, uno dei comunisti dell'ala estrema della corrente migliorista-riformista, poi presidente della Lega delle cooperative. Paolo Ciofi Degli Atti, deputato esponente del Pci di Roma e suo fratello Claudio, fisico. Dina Mascetti, (probabilmente Nascetti), attuale presidentessa di una organizzazione di cittadini benemeriti per la tutela del centro storico "Vivere Trastevere". Filippo Maone, giornalista de "il manifesto". Carla Pasquinelli, femminista e antropologa. Lovrano Bisso, presidente del Consiglio regionale Liguria e deputato. Antonio Rubbi, responsabile Esteri del Pci con Alessandro Natta. Giovanni Cervetti, migliorista milanese membro della segreteria con Berlinguer e responsabile organizzazione del Pci. Rocco Curcio, deputato della Basilicata. Olivio Mancini, senatore del Pci romano. Fosco Dinucci, uno dei fondatori del pcd'i, il Partito comunista d'Italia filocinese (e, dunque curiosamente, antisovietico).

Fra chi, sempre secondo i nostri servizi segreti, avrebbe "partecipato in Cecoslovacchia a corsi di attivismo politico o di addestramento al terrorismo", Rodolfo Mechini, a lungo alla sezione Esteri del Pci (segretario Berlinguer) proprio ai tempi dalla presa di distanza dai russi. E Renato Pollini, tesoriere Pci dall'82 al 90, sindacao di Grosseto dal 51 al 70, senatore due volte, arrestato maggio 93 per Tangentopoli, inquisito 8 volte, ma sempre assolto.

Dopo aver rievocato gli "allievi" del Kgb e dei servizi cecoslovacchi, la nosrta intelligence passa al setaccio la vita di Erri De Luca, considerato oltranzista e rivoluzionario, analizzando i suoi dissidi all'interno di Lc con la linea moderata del leader Adriano Sofri. Poi passano dalle considerazioni sui deliri di un radiomatore austriaco che millantava di avere intercettato con le sue antenne notizie sul sequestro. Al ruolo di mediatore con la sinistra extraparlamentare svolto da padre Davide Turoldo, dell'ordine dei servi di Maria, esponente del clero cattolico di sinistra. Quindi si dilungano su una fonte che li avvisa che Moro sarebbe stato tenuto prigioniero in una cella frigorifera in un capannone alla periferia di Roma. Catalogano gli articoli di Mino Pecorelli che su Op lancia messaggi cifrati, e monitorano pure il settimanale satirico il Male, che aveva pubblicato un oroscopo di Moro forse ritenuto sospetto. Registrano minacce bierre alla Svp di Bolzano e ascoltano radio Rosa Giovanna. Quindi tengono d'occhio i commenti sul sequestro della stampa sovietica. Annotano che a un posto di blocco viene fermata una vettura intestata a Marco Donat Cattin e fotocopiano la lettera che Franca Rame scrive al noto brigatista Paroli Tonino, in carcere. Si procurano la lettera di solidarietà che Gheddafi scrive alla moglie di Moro e stilano un elenco di latitanti brigatisti. Quindi lanciano l'allarme su un possibile atto terroristico che potrebbe essere reaizzato di lì a poco da Marina Petrella. Prendono in considerazione le dritte di un medium e quelle di una veggente parapsicologa olandese, e si arrovellano per decifrare frasi misteriose intercettate come "Moro rapito, rivediamo i piani". Oppure "il mandarino è marcio", il che sarebbe, secondo la sezione Crypto dei servizi segreti, l'annuncio della sua imminente morte, essendo l'anagramma de "il cane morirà domani". Riferiscono infine delle iniziative del nunzio apostolico di Beirut e spiano discretamente il via vai di persone che frequentano la famiglia dell'esponente Dc.
Insomma, di tutto e di più su tutto e il contrario di tutto. Ma nulla che porti alla liberazione del rapito.

Da sottolineare l'assordante silenzio sulla P2: nonostante fosse notissima prima del sequestro la sua matrice eversiva in chiave anticomunista, i servizi segreti (diretti, manco a farlo apposta, da piduisti) finsero di ignorarla. Limitandosi a citarla quasi di straforo in un appunto che, all'indomani della scoperta del cadavere di Moro, riferiva gli "errori" che, secondo il Pci, sarebbero stati compiuti durante le indagini. "Queste forze oscure come la P2  -  era la tesi dei comunisti ripresa e riferita dagli 007 - possono anche non avere creato il terrorismo. Ma certamente in questo momento se ne servono per i loro obiettivi, che sono anti-Pci".