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sabato 12 maggio 2012

L'EUROPA PUO' FARE A MENO DELLA GRECIA? RICORDIAMO

Scriveva il governo italiano nel 1944 (mentendo):

“Fin dai primi giorni dell’occupazione le forze armate germaniche avevano già inferto un sensibile colpo alla capacità di resistenza della moneta e dei mercati ellenici, sia con acquisti, sia con esportazioni […]. Questa diversità nell’atteggiamento italiano e tedesco […] era dovuto al fatto che i due governi partivano da due punti di vista antitetici: quello germanico dalla premessa che ai fini della guerra era irrilevante il totale dissanguamento finanziario della Grecia, quello italiano dall’assoluta convinzione che a noi sarebbe derivato dal crollo della finanza greca.” 
(Archivio del ministero degli Esteri, Roma, AP Grecia, Busta 27).

mercoledì 9 maggio 2012

NAZISTI E STELLE

Credo che Grillo questa volta abbia ragione. Ne parlavo ieri sera con M. mentre mangiavamo in una piazza di Atene, tavoli semivuoti - tavoli che fino all'altro anno erano sempre pieni.
Il movimento Cinque Stelle ha incanalato la protesta ed evitato - del tutto involontariamente - che sfogasse  in voti verso partiti di estrema destra, come è invece accaduto in Grecia con "Alba Dorata".
Su questo dovrebbero riflettere in Italia. Non tanto i partiti storici della Seconda Repubblica, dai quali non mi attendo dichiarazioni pubbliche in tal senso (vedi Napolitano Boom Boom), ma almeno una parte sensibile dei commentatori.

Sul blog del comico genovese oggi ho trovato questo pezzo. E' sopra le righe nei due ultimi neretti, ma inquadra la situazione attuale con una certa chiarezza. Sottolineo "attuale".
E sottolineo un secondo fatto. Il bipolarismo, mai veramente tale in Italia (basta controllare i dati elettorali degli ultimi venti anni), in Italia è definitivamente morto.

Il MoVimento 5 Stelle salverà il culo alla partitocrazia? Questo dovrebbero domandarsi i coniugi Fassino, Gargamella Bersani, Azzurro Caltagirone e il Coniglione mannaro Alfano ormai senza carote. Il M5S è la loro ultima speranza, l'unico salvagente per evitare conseguenze traumatiche quando verrà messa la parola fine alla Seconda Repubblica. Hanno avuto tutti gli onori durante vent'anni di saccheggio della democrazia e delle finanze pubbliche, ora li aspettano gli oneri. Sono a un bivio. O il M5S e, più in generale, i movimenti dei cittadini, o la dittatura. Quest'ultima può presentarsi sotto varie forme, quella agghiacciante, nazista, di "Alba Dorata" di Nikos Michaloliakos in Grecia, del neo fascismo di Marine Le Pen o del partito ultra nazionalista ungherese Fidesz di Viktor Orban.
In Italia è accaduto un piccolo miracolo. Il cittadino di fronte alla crisi economica vuole più democrazia, più partecipazione. In Italia il vuoto lasciato dai partiti, che sta spostando l'Europa verso un neofascismo, è stato riempito, per ora, da cittadini incensurati, sinceri democratici, da boy scout e volontari di ong, ingegneri e operai, studenti e pensionati. Un movimento di popolo che ha deciso di tirarsi su le maniche e occuparsi della cosa pubblica.
In futuro dovremo confrontarci sempre più con i nazionalismi, i fascismi rossi o neri, con la xenofobia e la caccia al diverso. E' un paradosso che l'Italia, la nazione che ha inventato il fascismo e lo ha esportato nel mondo, ne sia oggi, di fronte alla crisi, ancora immune e, anzi, sia un laboratorio di democrazia diretta con il MoVimento 5 Stelle. Il vento dell'ultradestra soffia in Europa sempre più forte. La partitocrazia che lo ha generato ne soffrirà pesanti conseguenze in mancanza di alternative democratiche. O Nikos o Beppe.

lunedì 19 marzo 2012

Intervista di Marconista a Dimitris Stamatis, Deputato indipendente del distretto di Aitolaolarnanias


Dimitris Stamatis
Intervista di Marconista a Dimitris Stamatis, Deputato indipendente del distretto di Aitolaolarnania, che domenica 12 febbraio, il giorno degli scontri di Atene, ha votato no al diktat della Trojka, contro le indicazioni del suo ex partito, Nea Demokratia. [Doveva andare da Matrix, è qui con noi]

* Onorevole Stamatis, la ringrazio per la Sua disponibilità. La prima domanda riguarda il passo del presidente della Commissione Europea Barroso, che ha scritto al primo ministro greco Papademos un Memorandum che contiene una serie di punti riguardanti investimenti per combattere la disoccupazione giovanile e rilanciare gli investimenti e lo sviluppo. Si tratta di obiettivi reali? Se sì, in quanto tempo? E che prezzo dovrà pagare ulteriormente la società greca?

Penso che le mosse comunicative che saranno fatte da qui in avanti, sia verso il governo greco, sia verso i partiti della maggioranza, hanno lo scopo di dare loro un aiuto in vista delle elezioni. Inoltre, nel secondo Memorandum purtroppo non è menzionata, come prospettiva, ma a maggior ragione neanche come scopo o come pratica di governo, la parola “sviluppo.

* La Grecia è in default e praticamente commissariata dalla Trojka. Che ruolo può avere la politica in una situazione del genere? Quanto è importante tornare al voto in questo momento?

La Politica e i politici, purtroppo, hanno assunto il ruolo di fedeli esecutori dei mandati della Trojka. E’ molto importanti per il popolo greco e per il paese andare alle elezioni ora. In questo modo, anche indirettamente, i Greci avranno la possibilità di esprimere la propria volontà. Anche se la situazione, più o meno, è già segnata.

* Il referendum che voleva indire l'ex residente del consiglio Papandreu sul pacchetto di provvedimenti imposto ad Atene fu impedito dalla UE. Sta accadendo la stessa cosa con le elezioni politiche? La tecnocrazia sta sostituendo, nei paesi più deboli, la democrazia. Qualil Suo giudizio?

Già lo abbiamo visto, purtroppo. Le scelte dell’elettorato non hanno corrisposto alla politica messa poi in atto dai partiti. In realtà ci stiamo dirigendo, o ci troviamo già, dentro un'altra forma di "democrazia", che ha come asse portante una  mancanza di vera democrazia, escludendo la società dagli sviluppi politici del paese. L'Unione europea chiama e impone una politica per noi (per la società) senza di noi.

* La violenza delle manifestazioni che si sono svolte in Grecia è sintomo di un gravissimo disagio sociale e di difficoltà apparentemente insuperabili per una grande fetta di popolazione. Perché condannarle? Solo per un motivo morale - la violenza è sempre sbagliata - o esiste un motivo politico? Quale?

Penso che la violenza in questa fase sia essenzialmente sovversione e serva a disorientare il ruolo che vorrebbe giocare spontaneamente e in modo decisivo la società. Io personalmente sono contro ogni forma di violenza e credo che nel lungo periodo la stessa si riveli come un metodo di repressione al servizio del sistema, e vada contro gli interessi della società nel suo insieme.

* Qual'è la Sua previsione per i prossimi mesi, da qui all'estate, per la situazione economica e sociale del paese? Esistono scadenze precise che scandiscono l'umore della piazza. La Grecia potrà reggere a nuovi disordini? E in tal caso, la repressione crescerà di conseguenza? 

Personalmente, mi aspetto un'esplosione delle contraddizioni nel mese di giugno. Mi riferisco alle misure economiche, già scritte, che dovranno essere adottate allora. Il popolo non ha dato "carta bianca" ai partiti per quanto riguarda il Memorandum. Ma dopo le elezioni, purtroppo, sembrerà che la colpa sarà dei partiti.

Ha un progetto economico e sociale per fare uscire il paese dalla crisi?  Perché ha votato no il 12 febbraio?

Voglio che la mia patria sia indipendente, dignitosa, orgogliosa, anche se povera.

Dimitris Stamatis
Deputato indipendente del distretto di Aitolaolarnanias

martedì 21 febbraio 2012

Blinds against the Government in Athens

The Greek Association of Blinds has organized today a demonstration against the Government's reforms.
They wanted to reach the Greek President's official Residence, but have been stopped by the Police.
So, the very dangerous manifestation had to take place about 200 meters from the building.
Below the pictures of those "terrorists" and of the Police's barrier!

No ai tagli ai salari e alle pensioni. Lega Nazionale dei non vedenti