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venerdì 28 febbraio 2014

IL NUOVO CHODORKOVSKIJ



La Russia non riesce a entrare nella democrazia e come in passato si sbarazza per via giudiziaria dei suoi oppositori politici. Come prima di lui Chodorkovsij, oggi il Trubinale di Mosca ha emesso un'ordinanza di arresti domiciliari contro il principale leader anti-Putin, Alexey Navalny. 

Condannato una settimana di carcere per aver partecipato a una manifestazione di protesta il 26 aprile nella capitale Russa, Naval'nyj è agli arresti domiciliari per un'altra inchiesta, non politica ovviamente. Come Chodorkovskij è infatti accusato di truffa, questa volta a scapito della società di cosmesi francese Yves Rocher. Assieme al fratello Oleg avrebbe sottratto alla filiale russa della compagnia francese 590.000 Euro.


Fino a ieri Naval'nyj aveva l'obbligo di firma e il divieto di lasciare la capitale russa. La sua partecipazione alla protesta del 26 ha dato la possibilità al Tribunale di trasformare in arresti domiciliari l'obbligo di firma.

Nel luglio 2013 Naval'nyj è stato già condannato a 5 anni con la condizionale per appropriazione indebita in una compravendita di legname, cosa che rende la sua posizione particolarmente vulnerabile. 

La misura  riferito via Twitter la sua portavoce Anna Veduta, sarà applicata fino al 28 aprile, con possibilità di proroga. In questo tempo Naval'nyj non potrà parlare con nessuno se non alla propria famiglia, né usare telefono o internet. Lo scenario si ripete. Ma questa volta sappiamo già la fine e forse potrà essere presa qualche misura prima della sua deportazione in un campo di lavoro.

domenica 23 febbraio 2014

AGGIORNAMENTO UCRAINA

by Matt
Interessante aggiornamento per un futuro prossimo

Il presidente ucraino Yanukovich è fuggito da Kiev a bordo di un elicottero, il parlamento lo dichiara decaduto e vota il ritorno alla costituzione del 2004, quella scritta a seguito della Rivoluzione arancione. Si tratta dello stesso parlamento che meno di due settimane fa votò le leggi repressive contro la protesta. Un parlamento che sembra in preda al panico, pronto a votare qualunque cosa pur di non finire nel tritacarne.
Il cambio di regime è in corso e, malgrado le tensioni crescenti, non sembrano al momento profilarsi pericoli per l'unità del paese. Sembra che il presidente Yanukovich, dopo aver dichiarato di non essersi dimesso e di essere ancora il leader legittimo del paese, sia volato ieri notte a Kharkiv, nell'estremo est del paese al confine con la Russia. La città è una delle sue roccaforti, qui si sono radunati manifestanti che protestano contro il cambio di regime a Kiev. Nella mattinata di oggi i manifestanti pro-Yanukovich si sono ritrovati nella piazza principale della città, ai piedi della statua di Lenin, simbolo della continuità dell'influenza russa nella regione. Una statua di Lenin era stata abbattuta, nelle prime settimane della protesta, proprio a Kiev segnando una svolta nelle manifestazioni anti-governative divenute, da allora, sempre più marcatamente estremiste e nazionaliste. I manifestanti di Kharkiv hanno dichiarato di voler difendere la statua di Lenin dalla violenza dei nazionalisti.
La difesa del "simbolo" dell'eredità russa non è stata seguita da scontri, una ridotta compagine di manifestanti anti-Yanukovich occupa attualmente il lato opposto della piazza ma le due fazioni si fronteggiano pacificamente, divise dalla polizia in assetto anti-sommossa. Una polizia che non si sa ancora a chi obbedirà. Stesso copione sta andando in scena a Donetsk: qui, più che a Kharkiv, si fonda il potere del presidente Yanukovich e proprio con il nome di "clan di Donetsk" è noto il gruppo oligarchico che lo supporta. L'umore della piazza si riassume in queste poche parole: "Yanukovich è il nostro presidente, lo abbiamo eletto democraticamente".
Secondo alcune agenzie il governatore di Kharkiv avrebbe lasciato la città nella notte per recarsi in Russia, tuttavia si trovava stamane ai microfoni della BBC. La situazione è confusa e al momento non si sa dove sia Yanukovich ed è difficile immaginare i prossimi passaggi di una crisi che potrebbe ancora riservare violenze. Né è facile immaginarequali misure metterà in campo la Russia - che ha apertamente parlato di colpo di stato - per evitare di perdere il paese dalla sua sfera d'influenza. L'Ucraina è infatti fondamentale per la Russia, sia per mantenere la supremazia nella partita energetica che per questioni militari (a Sebastopoli, in Crimea, è ancorata la flotta della marina militare russa).
Le voci di una divisione del paese si rincorrono. Non si tratta di novità: fin dai tempi della Rivoluzione arancione molti think tank, russi ed europei, hanno profilato questa soluzione che vedrebbe la parte orientale del paese (russofona e vicina a Mosca) consegnata a uno stato filo-russo mentre quella occidentale verrebbe lasciata al campo euro-atlantico. Le voci di una spartizione del paese non trovano conferme ufficiali in queste ore, né i protestatari sembrano interessati a questa soluzione. A Kiev come a Donetsk si continua a ripetere: "il paese deve restare unito". Ma a quale prezzo ancora non si sa.

venerdì 13 dicembre 2013

IL BACIO OLIMPICO



EastJournal. Redazione
Attraverso twitter Viviane Reding, Commissario Europeo per la per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza nonché vicepresidente della Commissione Europea; fa sapere che sicuramente non andrà ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 “finché le minoranze sono trattate così come sta avvenendo con l'attuale legislazione russa”.
I will certainly not go to Sotchi as long as minorities are treated the way they are under the current Russian legislation
— Viviane Reding (@VivianeRedingEU) 9 Dicembre 2013
La legislazione a cui si riferisce la commissaria è evidentemente la recente norma russa contro la “propaganda omosessuale”. La legge anti-propaganda gay è stata approvata dal parlamento russo quest'estate e sottoscritta da Putin, rendendola effettiva in tutta la Russia, il 30 giugno di quest'anno. Questa legge prevede pene economiche severe e incarcerazione per le persone partecipanti a qualsiasi manifestazione di propaganda omossesuale. Se le proteste vengono fatte via web questa legge prevede l'immediato oscuramento del sito e, qualora fosse supportato da una azienda, una multa che può arrivare fino ai 23 mila euro e la chiusura dell'azienda stessa per 90 giorni. L'applicazione di questa legge è lasciata arbitrariamente in mano alle forze dell'ordine già note per i casi di violenza nei confronti di persone omosessuali.
La norma anti-propaganda omosessuale può venire applicata anche agli stranieri, i quali oltre alle pene pecuniarie rischiano di essere incarcerati senza processo per 15 giorni ed espulsi dal paese. Per questo motivo preoccupazioni sono state avanzate da attivisti e associazioni LGBT riguardanti la sicurezza degli atleti e dei partecipanti alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. E' stata inoltre lanciata una petizione online perspostare i giochi invernali da Sochi a Vancouver, petizione che ha raggiunto 174 mila firme.
Nonostante queste pressioni il Comitato per le Olimpiadi Invernali si è dichiarato soddisfatto delle rassicurazioni fornite dal governo russo tramite il suo ministro dello sport, Vitaly Mutko, che ha dichiarato “Nessuno vieterà ad uno sportivo con un orientamento sessuale non tradizionale di andare a Sochi. Ma se scenderà in strada ed inizierà a fare propaganda, naturalmente sarà poi chiamato a dover rispondere delle sue responsabilità”. Nel frattempo con decreto legge Putin ha vietato ogni manifestazione proprio nel periodo in cui si svolgeranno i giochi. In altre parole, gli atleti dovranno stare bene attenti a come si comportano o potranno rischiare delle ripercussioni. Anche comportamenti ormai considerati normali come un bacio, così come accaduto alle olimpiadi di Pechino 2008 tra il tuffatore Matthew Mitcham e il suo fidanzato potrebbero avere conseguenze negative.
La posizione della Commissaria Viviane Reding nei confronti dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 è una novità nello scenarioeEuropeo. Per la prima volta un commissario prende una posizione così forte nei confronti della legge anti-propaganda omosessuale. Il messaggio che viene lanciato è che l'Europa non è solamente economia e finanza ma è anche difesa, protezione e supporto delle minoranze.

giovedì 26 settembre 2013

MAGADAN











В регионе, где приняли закон о запрете
«пропаганды гомосексуализма», чествуют певца-гея.






В Магадане открыли памятник эстрадному певцу, композитору и поэту Вадиму Козину к 110-ой годовщине со дня его рождения. Памятник установили в сквере на проспекте Карла Маркса, рядом с квартирой-музеем артиста. Как сообщает ИА «Север ДВ», в Магадане проходят и другие торжественные события: например, состоялся концерт «Подрастут и разлетятся дети!», который подготовили воспитанники детской филармонии.
«Для Магаданской области 110 лет со дня рождения Вадима Алексеевича Козина - значимое событие. Сложно переоценить его вклад в развитие российского музыкального искусства. Уверен, что этот юбилей празднуют сегодня не только на Колыме, но и за её пределами»,- заявил исполняющий обязанности губернатора Владимир Печёный.
Несмотря на то, что Вадим Козин открыто свою гомосексуальность не проявлял, в 1944 году особым совещанием при НКВД он был осуждён на 8 лет по 121 статье (за мужеложство и совращение малолетних) и отправлен на Колыму. В 1950 году был досрочно освобожден. До своей смерти в 1994 году певец проживал в Магадане. К слову, ни в одном из сообщений СМИ об установке памятника не упоминается о том, по какой статье судили Козина.
В июне прошлого года в Магаданской области был принят закон о запрете так называемой пропаганды гомосексуализма. Закон предусматривает за «публичные действия, направленные на популяризацию мужеложства, лесбиянства, бисексуализма среди несовершеннолетних, если эти действия не влекут административную ответственность, установленную Кодексом Российской Федерации об административных правонарушения» штраф в размере от пяти до пятисот тысяч рублей.

martedì 10 settembre 2013

NUOVO CORSO

UNA FOTO STORICA. SI TRATTA DELLA PRIMA IMMAGINE DI
GARRI KASPAROV, FUTURO CAMPIONE DEL MONDO DI SCACCHI
E OPPOSITORE DI PUTIN, MAI PUBBLICATA SULLA PRAVDA.
ERA L'APRILE DEL 1978 E KASPAROV AVEVA 14 ANNI [ARCHIVIO MARCONISTA]

Il candidato del Cremlino Sergej Sobjanin è stato riconfermato sindaco di Mosca dal voto popolare di domenica 8 settembre. Dopo un periodo discretamente lungo di interruzione del suffragio universale per le amministrative (nove anni), Mosca e altre città della Federazione russa hanno infatti potuti ri-eleggere il proprio sindaco con voto diretto. Nel 2004 il presidente Vladimir Putin aveva preferito sostituire all’elezione della massima carica cittadina la nomina diretta del Cremlino, allo scopo di estendere il proprio controllo in modo capillare su tutta la Federazione. Ora si è tornati a una pratica vicina a quella delle democrazie occidentali, pratica alla quale Putin si è affidato comunque da una posizione di forza, avendo ottenuto un nuovo mandato presidenziale dopo la riforma costituzionale voluta dal suo predecessore, Medvedev, nel marzo del 2012. Il candidato del Cremlino nella capitale, Sobjanin, era il sindaco uscente. Uomo di potere, nominato da Putin sindaco nel 2010, si è presentato al voto come naturale favorito. Il suo sfidante più accreditato è stato, a sorpresa, il blogger Aleksej Naval’nyj, un giovanotto di 37 anni da tempo tra le voci più influenti dell’opposizione democratica. Opposizione che per la prima volta da un decennio a questa parte è riuscita ad esprimere un candidato credibile che, pur non avendo vinto, ha raccolto il 27,24% dei consensi, contro il 51,37 del vincitore. Se il ballottaggio è dunque sfumato, dopo le grandi manifestazioni di protesta dello scorso anno le voci fuori dal coro (dalle Pussy Riot all’ex campione del mondo di scacchi Garri Kasparov passando per il leader dei nazional-bolscevichi Eduard Limonov fino ai centri di studio e ricerca come Memorial) si sono finalmente emancipate da quel 5-7% di voti che prendevano regolarmente alle presidenziali a causa della mancanza di una proposta politica concreta in grado di avvicinare gli elettori. Del resto, anche Putin un successo l’ha ottenuto: alle elezioni del 2012 aveva raccolto il 46,9% nella capitale (a Groznyj, il maggiore centro della Cecenia pacificata, il 99,6!), mentre oggi il suo candidato è stato riconfermato al primo turno.
Ma cosa ha in più Naval’nyj rispetto ai rappresentanti politici dell’opposizione democratica russa che negli anni scorsi hanno sempre fallito ottenendo modesti risultati a ogni elezione? Quello che qui da noi potrebbe ancora essere considerato un ragazzo (prodigio) o un “Gianburrasca” della politica, si è formato negli anni Novanta dopo la caduta del comunismo, quando ha ottenuto due lauree, una in giurisprudenza e l’altra in economia. Seguendo dunque la corrente e la moda del dopo perestrojka, ha studiato per essere pronto ad affrontare un mondo diverso, nel quale servivano competenze in grado di avvicinare l’uomo al nuovo che avanzava: gli affari. Nel 2000 si iscrive al partito Jabloko, una formazione neoliberale fondata da Grigorij Javlinskij, figura di politico emersa con forza durante la perestrojka e che si trovò tra i primi a entrare, durante il tentato colpo di stato dell’agosto 1991 che portò alla dissoluzione dell’Urss, nella camera da letto del suicida ministro degli Interni Boris Pugo. Carriera veloce quella di Naval’nyj, che lo porta nel 2003 a guidare il partito a Mosca durante la campagna elettorale per le amministrative. Nel 2004 fonda il “Comitato di difesa dei moscoviti” che lotta contro la “gentrificazione” della città, riuscendo a ottenere la sospensione di centinaia di progetti di costruzione di nuovi e moderni quartieri al posto di quelli vecchi. Nel 2008 fonda la “Unione degli azionisti di minoranza” allo scopo di battersi contro la politica finanziaria delle multinazionali russe dell’energia come Gazprom, Rosnefti, Transefti e Gazpromnefti. Questo suo impegno lo porta in breve a diventare uno dei simboli della campagna anticorruzione. Apre un blog, che diviene presto il più seguito del paese. Alle elezioni per la carica di sindaco si è presentato con un programma chiaro incentrato sulla trasparenza, la politica del fare e la lotta alle mafie di palazzo. Naval’nyj ha proposto anche una decentralizzazione del potere del sindaco, con conseguente devoluzione ai municipi di quartiere delle decisioni correnti. Ha promesso una semplificazione della burocrazia locale con un uso più diffuso delle nuove tecnologie per lo svolgimento delle pratiche personali. Infine, ha dichiarato di voler creare condizioni più adatte allo sviluppo del libero mercato in una città come Mosca, che secondo recenti statistiche appare tra le meno “attraenti” nella Federazione Russa per gli investitori, sia russi che stranieri. 
Che piano piano il vento stia cambiando in Russia viene confermato dai risultati di un’altra grande città, quella che è considerata la terza capitale della Federazione, Ekaterinburg, alle pendici degli Urali, dove venne sterminata la famiglia imperiale nel 1918. Qui si è andati al ballottaggio. Il candidato della piattaforma democratica, Evgenij Rojzman, è di poco avanti rispetto a Jakov Silin, rappresentante del partito di Putin Russia Unita. Per ora siamo 33 a 30. È presto dire se ci si trova di fronte a una tendenza di lungo periodo. Fatto sta, che quanto sta accadendo dentro le urne non ha precedenti nella storia recente della Russia. 

sabato 20 aprile 2013

PIAZZA ROSSA

20 APRILE 2013. PRELUDIO DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE CHE SI TERRA' A MOSCA IL 6 MAGGIO PER LA LIBERAZIONE DEI DIMOSTRANTI ARRESTATI UN ANNO FA E ANCORA IN CARCERE IN ATTESA DI GIUDIZIO.





























domenica 13 gennaio 2013

MAGNITSKY ACT. 3

Oggi si è svolta a Mosca una grande manifestazione popolare (circa 50.000 persone) per protestare contro la legge che impedisce a famiglie statunitensi di adottare bambini russi, legge nota con il nome di Dmitrij Jakovlev, un bambino morto negli Usa dopo essere stato adottato. Su questo blog si è parlato molto della legge il 28 e il 30 dicembre scorsi con tre post. Oggi pubblichiamo le foto della manifestazione di Mosca e dei "picchetti" sul Nevskij Prospekt a San Pietroburgo. Le foto sono prese dal sito della Novaja Gazeta, il giornale di Anna Politkovskaja.






PRIMA DI ANDARE AL LAVORO, DEPUTATI, RICORDATEVI DI SPEGNERE IL FERRO DA STIRO E ACCENDERE IL CERVELLO






RACCOLTA DI FIRME PER UNA PETIZIONE CHE SARA' PRESENTATA DOMANI AL PARLAMENTO

VENDO A UN DEPUTATO UN BAMBINO PER COLAZIONE

PIPPI CALZE LUNGHE. LA SCRITTA DICE: UNA MAMMA NON HA NAZIONALITA'

IL CARTELLONE IN PRIMO PIANO CON LA FACCIA DI PUTIN DICE: "PER UNA RUSSIA SENZA ERODE". LA LEGGE E' STATA INFATTI DEFINITA "LEGGE DI ERODE"

LA TESTA DEL CORTEO CON LA SCRITTA CHE CHIEDE LO SCIOGLIMENTO DELLA DUMA DI STATO



domenica 30 dicembre 2012

Lettera aperta a Putin di Alexander D'Jamoos



Alexander D'Jamoos, an International Relations and Global Studies sophomore in the College of Liberal Arts, spent his summer
climbing Africa’s highest peak, 
Mt. Kilimanjaro. Born in Penza, Russia, he grew up in an orphanage for children with disabilities. At
age 16, he was adopted by an American family and moved from Russia to Texas, where he learned how to walk on prosthetic legs.
His goal is to show other disabled orphans in Russia – and countries throughout the world – that nothing is impossible or unreachable.



He wrote a open letter to the president Putin



Dear President Putin, 

My name is Alexander D’Jamoos. I am 21 years old. I am currently a sophomore at the University of Texas at Austin where I am planning to major in Government and International Relations. 

I was born in Russia with deformed hands and legs, which prevented me from walking. I grew up in a state orphanage for children with physical disabilities in Nizhniy Lomov. At the age of 15, I was lucky to be adopted by a loving family in Dallas. It is because of my experience that I, like thousands of other adopted children throughout the world was in shock by the passing of the Anti-Magnitsky Law by the Russian parliament. The law, which bans international adoption of Russian orphans by American citizens, victimizes the estimated 800,000 orphans in Russia.

Throughout my childhood I had never expected to be loved by a family. My biological parents had left me in the hospital because of my disabilities. My orphanage housed about 100 children, all of whom were physically disabled and had been neglected by their parents. Some of the horrible conditions at the orphanage included no heating during harsh winters, lack of water during summer-time, rudimentary education, lack of sanitary facilities, inadequate accessibility equipment, and the worst of all, lack of love and care. Like millions of disabled Russian orphans, I expected a gloomy future in a state-run nursing home full of people rejected by Russian society merely because of their physical conditions.

I was adopted and my life has changed more than I could have ever hoped. Today, like never before, I am fully in control of my life and have great hopes and goals for my future. At Texas Scottish Rite Hospital my legs were amputated so that I would be able to wear prosthetic limbs. For the first time in my life I was able to walk. This has dramatically transformed my life. As a result of my academic success, I received many scholarships that enabled me to attend one of the best universities in the world. I learned to ski. Last summer I climbed Mount Kilimanjaro on my prosthetic legs to raise hope for disabled orphans in Russia. I now have caring parents and a little brother, whom I love dearly. I value my upbringing. I continue speaking Russian, and I stay in touch with all of my childhood friends and teachers.

These orphaned children, to whom I feel a very strong connection, are victims of an incentive-based, cruel political retaliation. The anti-adoption law claims that Americans abuse Russian children and adopt them simply to get financial benefits. These claims are not only preposterously false - they are insensitive to thousands of adopted children and their families in the U.S. Of the nearly 60,000 children who had been adopted from Russia in the past 20 years, 19 have died, while in Russia hundreds of children die in Russian families and Russian orphanages regularly. The fundamental right of every child to have a family and have a successful life is being brutally violated by this law. Every child in every country should have a right to be adopted by Russians, British, Americans or any other family regardless of their origin. The rhetoric of the Anti-Magnitsky legislation is illogical, heartless, and simply inhumane. The victims of this political demagoguery are the thousands of children who will not have hope for a bright future. Like most of my childhood friends, they are destined to spend their lives in unsanitary nursing homes or on the streets.

Like many adopted children in America, I believe the Anti-Magnitsky Law insults the very concept of a family. Had this law been introduced 6 years ago – today I would have no home, no family, I wouldn’t be able to hug my little brother, wouldn't attend a university and wouldn't experience the joy of walking and having full control of my life. 

Every civilized country ought to improve the lives of their children by closing orphanages and encouraging domestic adoption. This law includes no determination to takes such actions. It merely deprives children of all last hope they had for a life with a family. Banning adoptions due to the Anti-Magnitsky law is inhumane and is an immoral act which uses vulnerable children for meeting political goals. It does not help the orphaned children. They will be simply forgotten.

Dear Vladimir Vladimirovich, on behalf of thousands of children in Russia and the United States, I strongly urge you not to sign this law into effect.

Sincerely, Alexander D’Jamoos

21 December, 2012