lunedì 16 gennaio 2012

Le Fosse Ardeatine e la Guerra Fredda

Le tombe delle vittime dell'eccidio del 24 marzo
1944 nel sacrario delle Fosse Ardeatine, Roma.
La storia non è una scienza esatta, ma ci si avvicina. Storici non ci si improvvisa. Non è come parlare di calcio al bar, dove peraltro ci vuole del carisma, una voce grassa e qualche competenza specifica. E' studio e ricerca.
Un brillante ricercatore di Berlino, Felix Bohr, ha scoperto nell'Archivio del Ministero degli Esteri della capitale tedesca un carteggio tra diplomatici italiani e tedeschi dell'Ovest risalente al 1959. Ci si accorda affinché il caso "Fosse Ardeatine" venga chiuso per sempre, con la scusa che i responsabili non siano più in vita o reperibili. Nel 1962 giungerà l'archiviazione da parte del tribunale militare di Roma. Tra le motivazioni che portarono il governo italiano a giungere a questa decisione troviamo il timore, espresso chiaramente nei documenti, che se Roma avesse insistito per processare i tedeschi responsabili dell'eccidio, allora anche paesi che da tempo chiedevano l'estradizione di presunti criminali italiani, come la Jugoslavia, l'Eritrea, l'Albania e la Grecia, avrebbero potuto risollevare la questione.
Ebbene, tutto ciò è in aperta contraddizione con quanto affermato da alcuni storici secondo i quali gli italiani scamparono i processi per la Guerra Fredda e la divisione del mondo in due blocchi. Se fosse vero, perché nel 1959 il governo italiano aveva ancora timore che Atene sollevasse la questione? E ancora, se era stata la Guerra Fredda a decidere per tutti, in quale campo mettiamo Grecia, Albania e Jugoslavia o Eritrea? La tesi non regge e Felix Bohr, con la sua ricerca, lo conferma in modo chiaro e sostanziale. Altre furono le motivazioni, molto più complesse.
Sulle Fosse Ardeatine, ancora due cose. Proprio oggi in archivio ho trovato un documento inglese del 1944 dove sono riportati 149 eccidi perpetrati in Italia dai tedeschi. E' accompagnato da un Warning del generale Alexander, comandante in capo delle Forze Alleate in Italia, rivolto agli ufficiali e ai soldati tedeschi dove ripete che tutti quegli episodi sono considerati dalle Nazioni Unite "crimini di guerra".
Di questo Warning Marconista aveva scritto qualche anno fa sul "manifesto".

(Si veda il testo riportato dall'Anpi in http://www.anpipianoro.it/memoria-nazionale/il-riconoscimento-alleato-di-via-rasella.html)

Un'ultima cosa, che riguarda "l'armadio della vergogna", ritrovato dal procuratore militare  Antonio Intelisano nel 1994 e rievocato nei pezzi usciti oggi a commento della scoperta di Bohr. Lo storico non deve attendere la magistratura per ricercare. Non ha bisogno di un avallo politico né di un avallo giudiziario. Non era difficile trovare notizie in archivio sugli eccidi tedeschi. Marconista, che non si occupa di questo, ne ha trovate casualmente a Mosca ed Atene. Bastava cercare, come dimostra Felix.


























domenica 15 gennaio 2012

TITANIC di Francesco de Gregori

Pubblico il testo di Titanic e il video. Era il 1982.



La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena stasera come sarebbe bello.
E con l'orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l'ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l'elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell'aria,
riceveva messaggi d'auguri
per questa crociera straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò "Magari con un pò di coraggio, prima dell'arrivo mi farò baciare".
E com'è bella la vita stasera, tra l'amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.



sabato 14 gennaio 2012

Moby Dick

Di fronte a Finikounda, alla fine del primo dito del Peloponneso, ci sono tre isole, Sapienza, Schizo e Venetiko. Sono vicine alla costa, tanto che un buon nuotatore le può raggiungere in qualche decina di minuti. Con il gommone è un attimo. Tra queste e la costa la profondità raggiunge i 50-60 metri. Era un passaggio obbligato per le navi, perché si passa dallo Ionio all'Egeo e si prosegue per l'oriente.
C'è una secca, tra Schizo e Venetiko. Se non la conosci, spacchi la chiglia della nave. Il fondale è pieno di reperti: anfore, colonne, capitelli, tesori che portavano le navi dall'Italia e la Spagna in oriente.
In media, ogni anno colava a picco una nave. Per l'incuria, l'incapacità, la non conoscenza.
Dubito si possa parlare, oggi, di naufragio a cinque metri dalla costa. Oppure, di errore umano. Non possono esistere scogli non segnalati. Anche un piccolo navigatore da diporto ha dentro mappe del mare di estrema precisione. E segnala costantemente la profondità.
Che poi, la Concordia, ricordi il Titanic...Sarebbe facile concludere che non siamo più un popolo di navigatori. Troppo facile, e non lo dirò. Sicuramente, non siamo più poeti.  

Ma come fanno i deputati?

Da quando è esploso in Italia il libro di Rizzo e Stella intitolato "la Casta", ci siamo chiesti quanto guadagnano i nostri politici, quali sono i loro privilegi, a cosa dovrebbero rinunciare ecc.
Nei prossimi giorni pubblicheremo un'inchiesta sui deputati greci, sulle loro prebende e sui tagli subiti da quando Atene ha rischiato la bancarotta.
Quello che però ci manca, la domanda che più di dovrebbe interessare, non è quanto guadagnano, ma cosa fanno i nostri deputati, i deputati regionali e quelli provinciali. Cosa fanno? Come occupano il loro tempo, quali sono le spese di cui parlano ogni giorno, spese così alte da farli litigare per qualche spicciolo durante il pranzo? Quali palazzi frequentano a Roma, quali centri benessere, piscine, palestre, salotti, teatri e cinema? La loro vita privata, quando non sono in famiglia, è anche vita pubblica? Fino a che punto?
Queste sono le questioni che dovrebbero interessarci, oltre all'ormai annosa busta paga, che neanche si riesce a conoscere veramente.
Per la Grecia, prometto di fornirla; è più trasparente Atene che Roma, scriverò allora.
Una notizia. "Finalmente" i militari italiani hanno avuto riconosciuto un privilegio di cui abusavano senza diritto: non dovranno più pagare i mezzi pubblici locali. Non li pagavano lo stesso, ma ora è legge.
Il problema è, che in un momento di sacrifici e di manovre, il ministero della Difesa dovrà pagare un forfettario ad ogni azienda pubblica locale per coprire le spese dei militari portoghesi.
Quanto, non è ovviamente dato da sapere.





venerdì 13 gennaio 2012

Toccato l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori

Il decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti, che sta suscitando proteste di diverse categorie di lavoratori, a partire dai proprietari di una licenza di taxi, mi interessa perché tocca in modo serio l'articolo 18 del cosiddetto Statuto dei lavoratori.
L'art. 3 del decreto, infatti, recita:

Dopo  comma 1 del'art. 18 della legge 20 maggio del 1970, 11.300, è aggiunto il seguente:

“1 bis. in caso di incorporazione o di fusione di due o più imprese che occupano alle proprie
dipendenze alla data del 31 gennaio 2012 un numero di prestatori d'opera pari o inferiore a
quindici ii numero di prestatori d'opera di cui al comma precedente è elevato a cinquanta”.


Questo significa che se si fondono due imprese con, mettiamo, un dipendente ognuna, che sono fuori dalle garanzie dell'articolo 18, la nuova impresa potrà assumere fino a cinquanta lavoratori, che saranno tutti fuori dalle stesse garanzie.

La domanda è: quante sono in Italia le imprese con più e con meno cinquanta dipendenti? Per L'Unione Europee le imprese con meno di 10 impiegati sono considerate "micro imprese", mentre quelle con un massimo di 50 sono considerate "piccole imprese". C'è, dunque, un salto di categoria. Parlare in Italia di Piccole e Medie imprese, come fanno quotidianamente i tg, è un errore: si dovrebbe parlare di Micro e Piccole imprese.

Con una certa difficoltà su internet è saltata fuori la seguente tabella, risalente al 2007, prima della crisi. Ci da la percentuale dei lavoratori impiegati in micro, piccole, medie e grandi imprese ripartiti per aree geografiche e per tipo di impiego: industria o servizi.
Come si vede, la percentuale più alta di lavoratori è impiegata nella micro impresa di servizi, dove si va dal 26 al 41% nel mezzogiorno. Dati cui corrispondono in percentuale quelli delle micro imprese industriali, con un numero maggiore di addetti sempre nel mezzogiorno.
Più si risale lo stivale, più aumentano in percentuale gli addetti alla grande impresa, che nel Nord supera complessivamente il 22%. Dopo l'approvazione del decreto Monti, che per alcune categorie di lavoratori, inoltre, annulla il contratto nazionale (non per tutte, come voleva Pietro Ichino), potrebbero scomparire da quella lista micro e piccole imprese, o comunque ridursi notevolmente, introducendo così  la possibilità di licenziamento senza giusta causa in un numero molto alto di casi.
Quello che mai sarebbe riuscito a Berlusconi, sta riuscendo a Monti tra il silenzio assoluto del PD.


Rpartizioni Industria -  Industria - Industria  -  Industria - Servizi - Servizi - Servizi - Servizi -
geografiche micro-impresa piccola impresa media impresa grande impresa micro-impresa piccola impresa media impresa grande impresa
Centro 15,1 11,5 5,0 6,4 30,7 9,2 5,0 17,2
Mezzogiorno 19,6 12,3 4,7 3,0 41,2 10,1 4,6 4,5
Italia 15,6 12,9 7,3 7,5 30,9 9,2 5,2 11,4
Centro-Nord 14,6 13,0 7,9 8,7 28,3 9,0 5,3 13,2
Nord-ovest 13,7 12,4 8,5 10,4 26,3 8,4 5,7 14,5
Nord-est 15,3 15,2 9,8 8,3 28,9 9,7 5,1 7,8



giovedì 12 gennaio 2012

Romance, gruppo SPLIN

Questo mi piace particolarmente. Si tratta di Romance, del gruppo russo Splin.







Samarcanda

Moschea a Samarcanda. Dettaglio
Ricordate Samarcanda di Vecchioni? Quanti anni sono passati? C'è un'altra Samarcanda, dalla Grecia, più recente. Un video molto bello, suggerito da Efis Music. A Samarcanda! dice.