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venerdì 20 marzo 2015

L'ITALIA NON VOTA UNA RISOLUZIONE ONU CONTRO IL NEONAZISMO

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato lo scorso 22 novembre una mozione presentata dalla Russia che condanna i tentativi di glorificazione dell'ideologia del nazismo e la conseguente negazione dei crimini di guerra commessi dalla Germania nazista.

La Risoluzione esprime "profonda preoccupazione per la glorificazione in qualsiasi forma del movimento nazista, neo-nazista e degli ex membri dell'organizzazione "Waffen SS", anche attraverso la costruzione di monumenti e memoriali e l'organizzazione di manifestazioni pubbliche".

Il documento rileva anche l'aumento del numero di attacchi razzisti in tutto il mondo.

Una iniziativa giusta, si dirà, visti i continui rigurgiti fascisti e nazisti ai quali si assiste sempre più spesso in diversi quadranti del mondo.

E invece no. Perché solo 115 dei Paesi rappresentati alle Nazioni Unite hanno votato a favore della mozione, mentre in passato il numero dei sì era stato assai più consistente, ad esempio 130 due anni fa. Incredibilmente ben 55 delegati, tra i quali il Governo italiano, si sono astenuti e 3 rappresentanti - quelli degli Stati Uniti, Canada e Ucraina - hanno addirittura votato contro.

La Vicepresidente nazionale dell'ANPI, Carla Nespolo ha inviato il seguente comunicato stampa, condiviso dall'ANPI Provinciale di Alessandria.

" L'astensione del Governo Italiano sulla risoluzione dell' ONU, approvata a maggioranza, che sancisce il rifiuto del neonazismo nel mondo e respinge "ogni forma di negazione dei crimini nazisti", è un atto grave e inaccettabile.

L'Italia è il Paese in cui la Resistenza al fascismo e al nazismo è stata tra le più forti ed estese d'Europa.

La Costituzione Italiana è, per specifica decisione dei Padri Costituenti, una Costituzione Antifascista.

Tanti partigiani, tanti giovani e tante donne, hanno lottato, sofferto e in molti casi hanno lasciato la vita, per sconfiggere nazismo e fascismo.

Vergognosa è l'astensione dell'Italia!

Il fatto che tanti altri Paesi Europei si siano astenuti, rappresenta una svolta pericolosa e regressiva nella stessa politica estera europea, ma non giustifica in alcun modo la scelta del Governo Italiano che ancora una volta ha rinunciato ad un ruolo di protagonista in Europa.
La decisione degli Stati Uniti d'America, del Canada e dell'Ucraina, di votare contro tale risoluzione, se mai, dimostra un'inaccettabile subalternità europea ed italiana, alla volontà americana.

Nè vale a giustificare tale scelta, il fatto che tale risoluzione sia stata proposta dalla Russia.

Tra l'altro si tratta di un documento molto simile ad altri, presentati nel 2011e nel 2012, e sempre votati all'unanimità o quasi, dall'Assemblea dell'ONU.

Persino Israele, Paese notoriamente amico degli Stati Uniti, ha votato a favore del rifiuto dell'ideologia fascista e nazista.

L'Italia si è astenuta! E questo è inaccettabile e deplorevole.

L'ANPI eleva alta e forte la propria voce, contro tale voto, che umilia la nostra storia democratica e offende la Resistenza, i suoi protagonisti e i suoi valori."

giovedì 29 novembre 2012

GRAN BELLA FIGURA

Una delle bandiere dello Stato arabo-israeliano disegnata da Friedensreich Hundertwasser



Una volta tanto ce l'abbiamo fatta. L'Italia voterà sì all'accoglienza della Palestina nel novero dei paesi osservatori in seno all'ONU. Palazzo Chigi ha dichiarato: "I due Stati devono vivere in pace, uno di fianco all'altro". Due popoli, due Stati, dunque.
Ci torno.
Per quanto riguarda l'ONU, si tratta di una giornata storica. Per la prima volta è riconosciuto uno Stato palestinese a questo livello. Si tratta di un inizio, verso la piena sovranità delle regioni palestinesi? Difficile dirlo, perché molto dipende anche da Israele, ma è possibile.
Due popoli, due Stati, forse è il massimo che in questo momento si possa realizzare.
Personalmente sono sempre stato per Due popoli, Uno Stato, uno Stato arabo-israeliano che, se realizzato, rivoluzionerebbe l'essenza stessa del Medio Oriente.
Mi rendo conto che le contraddizioni sono troppe e le spinte contrarie enormi. Non solo da parte di Israele, ma anche, forse soprattutto, da parte dei vicini arabi. Che sulla pelle palestinese spesso hanno avuto modo di speculare.

Vedremo. La pace può arrivare. Le persone comuni ce l'hanno dentro in quei luoghi. Lo dicono, in entrambe le lingue, come saluto.