venerdì 26 aprile 2013

PUSSY RIOT ANCORA IN CARCERE




Un tribunale russo ha respinto l'appello per la scarcerazione anticipata di Nadja [Nadezhda] Tolokonnikova, del gruppo Pussy Riot, in carcere dal marzo 2012 e che sta scontando una condanna a due anni.

Il giudice Lidija Jakovleva ha respinto la richiesta perché non ha riconosciuto alla Tolokonnikova la buona condotta: "non ha sempre seguito le regole comportamentali imposte dal regolamento carcerario".

L'avvocato Irina Khrunova presenterà ricorso con la motivazione che il giudice non ha permesso al collegio difensivo di fare le dichiarazioni finali prima della sentenza.

La Tolokonnikova e le altre due componenti le Pussy Riot sono state condannate a pene detentive con l'accusa di teppismo motivato ​​da odio religioso. Una di loro, Ekaterina Samutsevich, ha visto la propria pena sospesa in appello l'anno scorso.

La Tolokonnikova ha detto alla corte che la colonia prigione dove sta scontando la condanna non ha appoggiato la sua richiesta di liberazione anticipata perché "non si è pentita". La legge russa, tra l'altro, non prevede il pentimento come condizione necessaria a un rilascio anticipato.

Nella sua testimonianza, il direttore della colonia penale ha descritto la  Tolokonnikova come "insensibile all'etica e alla coscienza" e come una donna che "pensa solo a se stessa".

La Tolokonnikova ha una figlia di cinque anni che in questo momento si trova con i nonni.

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