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venerdì 23 marzo 2012

LUCA ABBA' SCRIVE DAL CTO DI TORINO





Riceviamo e pubblichiamo, come da richiesta. 

A poco più di tre settimane dai fatti accorsi in Clarea il lunedì 27 febbraio scorso, mi sembra opportuno comunicare a tutti gli amici e compagni che mi sono vicini alcune notizie più precise sul mio stato di salute.
Come già si sa da qualche giorno sono fuori pericolo di vita, ma seppur la situazione vada migliorando le mie condizioni risultano ancora abbastanza serie.
Le ferite maggiori che mi trovo a dover guarire sono la conseguenza delle ustioni provocate dal folgoramento da corrente elettrica, i danni da caduta sono ormai in via di miglioramento definitivo.
Nei prossimi giorni subirò ulteriori interventi di chirurgia plastica per sistemare le aree del corpo ancora soggette a ustioni.
Mi trovo tuttora ad essere inchiodato a letto e non auto sufficiente nei movimenti degli arti e quindi dipendente da infermieri e familiari per le mansioni quotidiane.
Desidero comunque ringraziare tutti coloro che finora mi sono stati vicini e che mi hanno fatto sentire la loro presenza e solidarietà.
Chiedo a tutti ancora un po’ di pazienza (il primo ad averne dovrò essere io), per potervi riabbracciare e salutare in piena forma.
Un ringraziamento particolare va ai miei familiari e alla mia compagna Emanuela che hanno dovuto superare un momento non facile, anche per questo chiedo a tutti di allentare la pressione nei suoi confronti visto che si trova già a gestire molteplici ruoli di questa vicenda.
Sarà mia cura contattarvi personalmente nel momento in cui le cose si fossero messe al meglio per potervi incontrare e abbracciare con più calma.
In questo momento sono giustamente sottoposto alle severe disposizioni dei “reparti speciali” del CTO di Torino e quindi con forti limitazioni alle visite, riservate a parenti ed amici stretti.
Chiedo che questo scritto possa girare tra tutte le varie situazioni che hanno seguito l’evolversi della mia vicenda sperando però che non diventi oggetto di speculazione giornalistica. Sono ben contento di ricevere notizie e contatti vostri ma non garantisco di rispondere a tutti entro breve.
L’indirizzo cui scrivere è: Frazione Cels Ruinas 27 – 10050 Exilles (TO)
Da un letto di ospedale, 21.03.2012
Forza e gioia a tutti. Luca Abbà

giovedì 1 marzo 2012

Nessuna Ambiguità

Il "Corriere" del referendum istituzionale del giugno 1946
Fino a pochi anni prima si esaltava per l'Impero fascista e il re
Non eravamo presenti e non sappiamo cosa sia accaduto a tre operatori di H24 e Corriere TV ieri. Ma dato che Giovanni Bianconi ha scritto un fondo di principio sul "Corriere" di oggi, è bene rispondere in principio, e senza ambiguità. 
Nel suo pezzo Bianconi chiede ai leader NOTAV, con tipica esemplificazione giornalistica (chi sono i leader, che significa leader, a nome di chi possono parlare), di "chiarire al proprio interno" nei confronti di chi sta cercando di alzare il livello della tensione.
Fermiamoci a queste prime righe. Alzare il livello della tensione: non vi sembra una espressione già sentita? Certo. La usava la stampa italiana, negli anni Settanta, durante le proteste del movimento no-global, sempre, quando c'è uno scontro sociale in atto: mai alzare il livello della tensione. Ma tra chi? Tra movimento e forze dell'ordine! Come se queste fossero la controparte.
La verità è che si pongono come controparte, senza esserlo. E questo la stampa italiana dimentica sempre di dirlo, né lo dice apertamente Bianconi, che parla di "clima irrespirabile per i lacrimogeni", restando ambiguo, al contrario del titolo, che è lo stesso di questo post, aggiungendo che la deriva "pare sempre più incontrollata". Da parte di chi, Bianconi? Della polizia? Del governo?
Non una parola sullo scontro sociale, sui motivi e le sue prospettive. Solo qualche parola sulla scena "del manifestante che sbeffeggia il carabiniere in tenuta anitsommossa", cosa "sconveniente per colui semina insulti, non per chi li subisce senza reagire". Segue panegirico del carabiniere.
Ma rendiamoci conto. Il carabiniere è in tenuta antisommossa: significa che ha un manganello, un casco, uno scudo, almeno due lacrimogeni, una bella protezione stile rob-cop e forse una pistola di ordinanza. Il compagno, nulla, solo le parole. Chi sta subendo in quel momento?
Senza ambiguità, il compagno. Perché non ha un kalashnikov in mano. Altrimenti, forse, altro discorso. Perché i NOTAV sono disarmati, pacifici e lottano per salvare una regione dalla distruzione selvaggia di un progetto senza senso. E la polizia non è parte terza in questa lotta. Sta con chi vuole distruggere la valle. E il "Corriere" non è solo cronaca, così come non lo è la stampa in Italia. Prende posizione, giustamente, ma molto spesso disinforma, distorce le notizie, mente sapendo di mentire, ha notizie che non dà, sfugge dal suo ruolo. Come la polizia e i carabinieri, che dovrebbero essere terzi in uno scontro sociale, ma non lo sono, così la stampa italiana nella maggior parte delle volte sta dalla parte di chi quello scontro inasprisce mandando forze antisommossa, appunto, a combattere contro persone disarmate. Che non possono fare altro che tirare pietre. Oppure, ripeto, preferite il kalashnikov?
Voglio dire a Bianconi che i violenti sono i poliziotti e i carabinieri in tenuta antisommossa, così come lo sono i giornalisti che chiamano "uomo" Luca Abbà. Non ci avete fatto caso? Certo che Luca Abbà è un uomo, più uomo di molti di noi, più uomo di tantissimi di voi, celerini e giornalisti, ma voi usate questa espressione in senso negativo. Quando c'è una rapina, un arresto, un qualsiasi fatto di cronaca che vede coinvolto un "cattivo", già etichettato dalla stampa come tale, si usa la parola "uomo", a prescindere dall'età.
Se un quarantenne, invece, compie un'opera buona, è un "ragazzo". Si aprirebbe, qui, un discorso su bamboccioni e sfigati e ruolo della stampa, che non voglio proseguire. Ma c'è e un giorno, quando Luca Sarà davvero fuori pericolo, magari lo affronteremo. Per ora, senza ambiguità, ai giornalisti: perché non rinunciate all'ordine e lasciate che la professione si apra? Perché, altrimenti, siete come i tassisti, e ogni volta che parlate per difendere la categoria (come in questo caso) rischiate di essere confusi con chi vuole solo difendere un privilegio.

Qui un link che capita a proposito sul ruolo dei media.http://elpais.com/diario/2011/11/27/domingo/1322369560_850215.html

E qui il pezzo di Bononi Carlo, professione e ruolo, giornalista numero due di Repubblica, che è CORSO A INTERVISTARE il carabiniere in tenuta antisommossa, ossia pieno di armi, rimasto immobile agli "insulti". Che fa il suo dovere, ossia pestare la gente, per 1.300 euro al mese. In Grecia, per la stessa cosa, ne prendono 800, Carabiniere senza nome, e tre giorni fa i tuoi colleghi  sono andati a protestare davanti al Parlamento.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/03/01/news/intervista_pecorella-30734772/?ref=HRER2-1


Infine, carabiniere senza nome, che ogni poliziotto o carabiniere porti quella sua dannata matricola bene in vista, perché vorremo almeno sapere da chi viene messa in pericolo la nostra vita ogni volta che scendiamo in piazza.









































martedì 28 febbraio 2012

Torino Porta Nuova. Ora sappiamo la verità

Antisommossa a Torino Porta Nuova per impedire ai manifestanti di
tornare a casa
Conosciamo come si sono svolti i fatti dell'altra sera a Torino Porta Nuova. La carica della polizia a freddo, i lacrimogeni dentro il treno, persone senza difesa percosse selvaggiamente.
Questa la risposta dello Stato alla protesta contro un'opera che nessuno vuole.
Queste le intimidazioni e la complicità dei pennivendoli e dei giornalisti di regime.
Durante la manifestazione non si erano registrati incidenti. Ci hanno pensato loro!
"Repubblica", chi sono i VANDALI?
Scrive oggi il direttore della testata che prima ha appoggiato la fermezza durante il rapimento di Aldo Moro, poi Craxi, poi De Mita (ricordate?), il CAF. Per diventare un partito dell'antipolitica e stendere il tappeto per Monti:

"La Val Susa rischia di diventare l'incubatrice del nuovo antagonismo violento. Nel silenzio dei partiti e del governo. Il commento del direttore Ezio Mauro, nella riunione di redazione. Le telecamere nel cuore del giornale"
Già, che dovrebbero dire i partiti? 


Sappiamo, ora, perché Luca si è sacrificato.
Forza Luca!
Sarà düra!

guarda il video e diffondi

http://www.youtube.com/watch?v=jaqVr1TRY30&context=C3c339a2ADOEgsToPDskKeFw5kBq_GDt0dJi-YcONi