martedì 8 ottobre 2013

L'ESPERTO AMERICANO







Riporto uno scritto di Manlio Castronovo, talentuoso studioso della lotta armata in Italia e in particolare del caso Moro, cui ha dedicato un libro dal titolo geniale: "Vuoto a Perdere", titolo che ora è anche il nome del suo blog. Ringrazio Manlio per la cortese concessione. Ci conosciamo e stimiamo. Ogni tanto non siamo d'accordo, ma è giusto così. Altrimenti sai che noia! Questo, però, è davvero uno scoop sensazionale. Si riferisce all'esperto americano chiamato da Cossiga durante i 55 giorni del sequestro Moro e  tornato d'attualità grazie (o per colpa di) Minoli, che non potendo fare a meno di Mixer, è passato a Radio24 (non paga della Zanzara, evidentemente). La prima puntata aveva come fiore all'occhiello proprio un'intervista a questo Pieczenik. Né Minoli, né la sua redazione, però, si sono accorti con chi avevano a che fare:




Il caso disperato del dott. Pieczenick


4 ottobre 2013, Manlio Castronuovo

Il caro amico “Nik” Guarneri , appassionato studioso di vicende legate agli anni ʼ70, mi ha segnalato un farneticante ed allucinante post di tal Steve Pieczenick scritto il 20 gennaio 2013, pochi giorni dopo la morte di Prospero Gallinari.
Se si definiscono gli scritti delle BR “analisi deliranti” che dire di un post scritto da chi si è auto-proclamato più terrorista di loro? Lo scritto di un imbecille psicopatico che, per restare nel suo ambito di studi e cioè la psichiatria, non può che essere appena fuggito da un manicomio criminale.
Analizziamone alcuni passi. Anche se è dura rileggere quella ubriacante follia e riportarne lʼessenza delle visioni.
Il post inizia con un insulto non tanto a Gallinari, ma alla sua vittima principale e a tutta la classe politica italiana. E non è che lʼinizio.

“The worst part about P. Gallinari [PG] was not the fact that he had killed the Prime Minister of Italy, Aldo Moro, an already pathetic, corrupt, ineffectual leader like all of the other Italian Prime Ministers [are you listening, Berlusconi?]”

Patetico, corrotto ed inefficace leader. Non mi sembra lʼabbia mai detto in Italia, vero?
Parlando poi degli altri terroristi che avrebbe combattuto come Habbash, Noriega e Gheddafi (tanto per non fare nomi di secondo piano) Pieczenick ricorda come:

“They may have been murderers, torturers, bullies but none of them bored me to (near) death likePG.”

In pratica Gallinari, lo avrebbe annoiato a morte. Ma perché? Che abbia dovuto, nel tentativo di trattare con i brigatisti, uscirci anche a cena? No, molto peggio.

“In a world filled with terror, imminent death, adrenaline rushes and constant fear, no one threatened my life more literally than PG. He placed me on a HIT LIST for over two months where I had to sleep and eat in the luxurious Excelsior Hotel in Rome with an unmarked 7.4 millimeter beretta every night and day, waiting to blow away anyone who came through my room.

Il nostro eroe fu costretto a non godersi nemmeno la permanenza nel lusso dellʼExcelsior. E per quanto riguarda le indagini? Iniziamo a divertirci...

“Thanks to the inability of my CIA, State RSOs, and the ineffectual Italian Carabinieris, I was on my own to ʻdealʼ with ʻregime changeʼ and the ʻnasty dead end kidsʼ, called the Red Brigade.“

Magari che i Carabinieri non dimostrarono il Massimo dellʼefficacia in quei 55 giorni forse lo sapevamo ma che nel calderone fosse inserita anche la CIA è un colpo duro da accettare. Ah già, forse perché essendo le BR eterodirette dalla CIA (ma per i più temerari erano direttamente da considerare agenti CIA), non è che si potesse pretendere che lʼAgenzia più famosa al mondo si autodenunciasse!
Il caso disperato del dott. Pieczenick (4 ottobre 2013, Manlio Castronuovo)Il caso disperato del dott. Pieczenick (4 ottobre 2013, Manlio Castronuovo)
Però, a pensarci bene, non tutti i politici italiani erano patetici ed inefficaci. Cʼera anche chi era talentuoso e furbo.

“As usual, I left my safe house and embassy quarters to work directly with a very talented Christian Democrat Interior Minister called Francesco Cossiga, a cunning, Sardinian.”
Tranquilli. Stiamo parlando dello stesso Cossiga che conosciamo tutti. Non si tratta di un caso di omonimia, come ha dimostrato il mio amico Marco Clementi relativamente alla vicenda Sokolov.

“Cossiga and I formed a bond of mutual distrust and Machiavellian maneuvering. I tried to corner his fascist SISME and SISIDE [Police and Military Intelligence that had just tried to overthrow the government] while neutralizing the P2 Scandal in Milan involving the most corrupt tap-dancing moron and mafioso, Berlusconi.”

Ecco perchè era talentuoso. Perchè assieme architettarono la machiavellica manovra che avrebbe dovuto mettere fuori gioco SISDE e SISMI, neutralizzare la possibile rivelazione dello scandalo P2 e, dulcis in fundo parlando di Berlusconi...

“He had been arrested by my orders some forty years ago for also attempting to overthrow the Italian Government.”

Tornando a Gallinari.

“But no one annoyed me more than PG! He was didactic, self-important, and worst of all an intellectual poseur.”

E inizia una lunga descrizione di quanto fosse per lui “merda” ciò che il brigatista scriveva e che lui era costretto a leggersi. Lui, nipote del braccio destro di Trotsky.
Eh si perché Gallinari

“PG went to the full extent of trying to teach me about the Frankfurt School of Theory and rationalize his killings according to Habermas, Adornoʼs Authoritarian Theories and even Trotskyʼs Need for Constant Revolution. Well, in my world of counter terrorism, please torture me, interrogate me, or even shoot me... but never, never bore me to death.

Diciamola tutta, il povero Gallinari lo annoiava a morte. Chissà se lʼha mai saputo. Certo che Gallinari se lʼè cercata proprio: e che cacchio, e una barzelletta, caro Prospero, potevi pure mettercela in mezzo a tutte quelle teorie delle quali (detta tra noi) non ci capiva nulla nessuno, però faceva chic a citarle.
E quindi non poteva che essere al massimo un Groucho-Marx (ista-leninista, aggiungo io) della rivoluzione. Insomma una vergogna ed un fallito. Ed anche un vigliacco. Come uomo e come terrorista.

“Quite frankly, I am ashamed to say this but you are and were a complete disgrace to the dishonorable field of terrorism. [..] Clearly not only where you an intellectual coward but you were also a coward as terrorists go, pleading for your life and complaining about your failing heart. Thank god thatʼs over

Che dire. Proviamo a concludere.
Non uso mai il sostantivo “terrorista” per definire che, negli anni ʼ70, intraprese la via della lotta armata. “Militanti di lotta armata” sarebbe secondo me il termine più corretto per onore della storia (il che non
vuole, ovviamente, sminuirne gli errori o i crimini). Ma di fronte a Steve Pieczenick credo si possa parlare di Terrorista con la T maiuscola, “terrorista dentro” per usare unʼespressione dispregiativa con cui un ex brigatista etichettava alcuni suoi ex compagni.
Qui siamo di fronte ad uno psicolabile temporaneamente a piede libero. Se verrà mai in Italia facciamo in modo di non diventare il suo palcoscenico del tragicomico, la sua seduta psichiatrica in un lungo e disperato percorso verso la via del recupero delle facoltà mentali di base. In questo scritto, di facoltà mentali, questo esaltato, dimostra di non possederne neanche il minimo sindacale.
E speriamo, soprattutto, che chi lo interrogherà o intervisterà in futuro, gli chieda conto, come prima domanda, di questo scritto.


qui il link del blog di Pieczenick con il post su Prospero Gallinari

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