domenica 9 settembre 2012

CLASSI SPECIALI PER I ROM SLOVACCHI






Inizia l’anno scolastico in Slovacchia ed è subito oggetto d’attenzione da parte degli organi di informazione europei che  denunciano la discriminazione nei confronti degli alunni di etnia Rom, separati in classi speciali dai loro coetanei slovacchi. Non si tratta del primo episodio. Già nel 2010 Amnesty International aveva lanciato una campagna in difesa dei Rom slovacchi, con pressioni dirette sul governo di Bratislava perché finissero fenomeni del genere. Quest’anno il cuore della vicenda è Levoča (14.600 abitanti di cui l’11% di etnia Rom)

A Levoča sono state create classi separate per i Rom  nella scuola primaria “Francisciho 11”, che oggi ospita 30 classi, di cui 4 “speciali”, con 525 alunni. Le classi “speciali” sono quelle frequentate dai Rom e a nulla sono servite le proteste dei loro genitori, che si sono ripetutamente rivolti al direttore dell’istituto Peter Tatarko. Amnesty International è intervenuta chiedendo il rispetto dei diritti civili, l’integrazione dei bambini e la possibilità per loro, oltretutto cittadini slovacchi, di crescere in una comunità complessa e multietnica. La segregazione nelle scuole della Slovacchia, ha dichiarato Jezerca Tigani, vice direttore di Amnesty International Europa, impedisce ai bambini Rom di accedere a una formazione di qualità: “Oltre a violare il loro diritto a un'istruzione priva di ogni forma di discriminazione”, ha proseguito, “nel lungo termine, li priva di una vasta gamma di altri diritti, compreso il diritto alla salute, al lavoro e alla libertà di espressione, escludendo i Rom dalla piena partecipazione alla vita sociale slovacca, marginalizzandoli nel loro mondo”. Una legge del 2008 aveva bandito in Slovacchia ogni forma di discriminazione scolastica e nell’agosto 2010 il governo slovacco aveva promesso ancora una volta di porre fine alla discriminazione etnica nelle scuole. Però è sempre mancata l’adozione di misure concrete per realizzare tali propositi e al contrario, il nuovo governo in carica dal marzo 2012 ha istituito distinti plessi scolastici per bambini delle cosiddette “comunità marginali”.


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