giovedì 12 gennaio 2012

Panta rei?

Oggi, 12 gennaio, ore 13; la manifestazione di Atene era formata da un centinaio di persone.
Segue di un giorno lo sciopero del servizio pubblico.
Per marzo si attendono nuovi tagli ai già martoriati stipendi del pubblico impiego.


poche decine di persone si dirigono dietro
al parlamento di Atene tra l'indifferenza generale

La polizia ha bloccato la strada come il 28 giugno

uno striscione, l'unico



mercoledì 11 gennaio 2012

Resistenza ad Atene

Pubblico per la prima volta le foto del 28 giugno 2011 scattate ad Atene durante le manifestazioni per lo sciopero generale di due giorni indette contro le manovre economiche dell'allora governo Papandreou.
Ho contato circa venti cariche da parte della polizia. I black bloc non esistono. Ovvero, sono parte dello scontro sociale. Quel giorno, così come tanti giorni del passati e molti che verranno, non  ci poté essere una manifestazione pacifica. Perché per manifestare pacificamente si deve essere due controparti paritetiche. Mentre il capitale ha usato la polizia, fornita di mezzi e modi per fare male: manganelli e gas urticanti. Non si lacrima più. Ora i gas prendono la gola, la pelle, resistono sull'asfalto ad ore di distanza dal lancio, e continuano a rilasciare veleno.
Non è "la violenza" la risposta della folla. E' lo scontro sociale. Accademici bolognesi e toscani, come Della Porta o Neri Serneri, hanno studiato "la violenza politica", senza capire la differenza tra violenza e resistenza, tra attentato e scontro sociale. Hanno esteso a ogni forma di resistenza questa formula, che può riferirsi solo a chi, tra i fascisti, ha attentato alla vita di altri uomini e donne nel passato, fuori da un contesto sociale; anzi, solo per fermare il progresso sociale.

[Tutte le foto sono di Marconista]
La polizia presidia il parlamento

Il parlamento greco. La scritta dice: democrazia subito

un lato del parlamento

la strada alla sua sinistra. Dietro la polizia il monte Imitos

Abbasso la Giunta

L'Hotel di Inghilterra, piazza Sintagma

Assalto all'Hotel d'Inghilterra


Lacrimogeni in piazza sintagma, nei pressi della metropolitana




La piazza occupata







Piazza Sintagma. Un momento di calma

Lacrimogeni ributtati contro la polizia


Un pope osserva la polizia in procinto di caricare

Una turista passa per la piazza proteggendosi dai lacrimogeni





La caricatura del primo ministro Papandreu


"Il nostro grande Circo"

un lacrimogeno

un altro lacrimogeno

gas urticante

gas urticante


Da questa macchia di gas urticante si alzavano esalazioni
molte ore dopo che era stato sparato

lunedì 9 gennaio 2012

Picasso e Mondrian scomparsi dalla Galleria di Atene





Il Picasso rubato e la polizia scientifica di Atene
La notte scorsa, a poche centinaia di metri dal mio letto, un ladro è entrato nella Galleria Nazionale di Atene ed ha rubato due quadri, uno di Picasso e l'altro di Mondrian. L'opera di Picasso, un olio su tela intitolato "Testa di donna" del 1934, era stata donata alla Galleria Nazionale da un collezionista francese alla fine degli anni Quaranta del '900. Si attende la conferenza stampa della direttrice della Galleria, Marina Labmrakis-Plaka. Il ladro ha tentato di rubare un terzo quadro, ma non è riuscito a sfilarlo dall'intelaiatura. 
L'allarme è suonato alle 4:52 e il custode ha immediatamente avvertito la polizia, che ha esaminato i filmati delle telecamere a circuito chiuso e rilevato una serie di indizi, ricostruendo il percorso seguito dal ladro.
Si tratta di un furto clamoroso, in una città dai tesori immensi custoditi nei molti musei che la caratterizzano. 
La Galleria Nazionale avrebbe dovuto chiudere oggi per un periodo di ristrutturazione. 
  

domenica 8 gennaio 2012

Il caso degli storici di Archangel’sk e i suoi riflessi sulla ricerca in Russia



Il logo del Tribunale locale di Archangel'sk

     Da quando, il 18 ottobre 1991, il parlamento dell’allora Federazione Russa Sovietica emanò la Legge sulla Riabilitazione, i parenti delle vittime delle repressioni degli anni del comunismo hanno il diritto di consultare gli archivi riservati del ministero degli Interni per la documentazione che riguarda direttamente le loro famiglie. Si tratta degli atti contenenti le misure repressive, le autobiografie delle persone arrestate, fotografie e materiale filmato.
Con la dissoluzione dell’Unione, in Russia e in altre ex Repubbliche Sovietiche sia lo Stato, sia organizzazioni non governative, hanno pubblicato una grande quantità di Knigi pamjati, i Libri della memoria. Si tratta di testi riguardanti una specifica regione e, a volte,  differenti categorie di persone represse (vittime del Grande terrore, popolazioni deportate per motivi etnici, kulaki). Soltanto per la regione di Arkangel’sk, a Nord-Ovest di San Pietroburgo, ne sono già stati pubblicati molti, di cui sette sui cittadini sovietici di etnia polacca.
Suprun
Il centro di documentazione più importante per lo studio delle repressioni nella regione di Arkangel’sk è il locale archivio della Direzione del ministero degli Interni (UVD), diretto fino al 2007 dal colonnello Aleksandr Vasil’evič Dudarev. Quell’anno Michail Nikolaevič Suprun, direttore del Dipartimento di Storia della Russia presso l’Università Statale “Pomorskij”, si rivolse all’Archivio con la proposta di redigere un Libro della memoria dei cittadini sovietici d’origine tedesca (i cosiddetti etničeskie nemcy), deportati tra il 1945 e il 1956. La ricerca venne finanziata dalla Croce Rossa tedesca, che aveva firmato un accordo di collaborazione con l’Università. Dudarev offrì piena collaborazione e una dottoranda, Nadežda Šalygina, cominciò a vagliare il materiale; circa 40.000 documenti vennero trasmessi alla controparte tedesca.
Verso la fine dell’estate 2009 la prima parte del libro era terminata; la Procura della regione di Archangel’sk, però, iscrisse Dudarev e Suprun nel registro degli indagati: il primo fu accusato di abuso d’ufficio (articolo 286 del Codice penale russo). Il secondo, di aver violato l’articolo 137, ossia diffuso “segreti di famiglia”, senza il consenso delle persone interessate.
La Procura agì in base alla denuncia di cinque famiglie di cittadini sovietici di origine tedesca, a suo tempo repressi e poi riabilitati, sostenuti dai servizi russi (FSB), che sequestrarono l’archivio di Dudarev. Il fatto ebbe grande eco in Russia, per le sue chiare implicazioni: fu interpretato, infatti, come un preciso attacco alla libertà di ricerca e un segnale per quanti, sia nelle Università, sia nelle Organizzazioni non Governative, studiavano le repressioni staliniane.
La maggiore Ong russa che svolge ricerca sul periodo più cruento del regime comunista sovietico, “Memorial”, si occupò immediatamente della questione. Fu, in particolare, la sede di San Pietroburgo a sostenere che se il prof. Dudarev aveva commesso un reato penale, “Memorial”, impegnato da due decenni in un’attività simile, reiterava lo stesso sistematicamente. Inoltre, in un documento diffuso in difesa dei due indagati, si faceva notare come l’articolo 18 della Legge sulla Riabilitazione sostenesse proprio che le liste delle persone riabilitate, con i dati biografici e l’accusa per la quale erano state arrestate, dovevano essere pubblicate periodicamente dagli organi d’informazione.
Mentre il maggiore giornale d’opposizione, la “Novaja Gazeta”, foglio per il quale scriveva Anna Politkovskaja, intervenne a sostegno di questa tesi, giornali locali filo-governativi elogiarono l’azione della Procura, ponendo al centro della propria riflessione il danno eventuale che sarebbe potuto venire alla Russia dalla diffusione, all’estero, di dati sulle repressioni.
La mobilitazione interna e internazionale mise pressione agli inquirenti di Archangel’sk e l’intero caso fu trasferito per competenza al Tribunale della Circoscrizione del Nord-Ovest, con sede a San Pietroburgo. La speranza che il caso fosse rapidamente chiuso venne presto delusa; le indagini proseguirono e la loro conclusione subì diversi rinvii, fino a quando il Tribunale di Pietroburgo non respinse l’istanza dei due indagati, con la quale si chiedeva di riconoscere illegali le indagini nei loro confronti. Dudarev e Suprun vennero rinviati a giudizio e nel luglio 2011 il caso tornò ad Archangel’sk.
In autunno si è svolto il processo, a porte chiuse, che si è concluso l’11 dicembre con la prescrizione del reato contestato a Suprun e la condanna di Dudarev a un anno di carcere con la condizionale. Entrambi gli imputati ricorreranno in appello.

venerdì 6 gennaio 2012

Eduardo Vargas in Italia. La primissima foto

Pubblichiamo per i tifosi napoletani la prima foto del giovane talento cileno Vargas, appena sceso dall'aereo che da Madrid lo ha portato ieri sera a Fiumicino.

Foto di Marconista

mercoledì 4 gennaio 2012

Technicolor licenzia e chiude?

Gli stabilimenti Technicolor di Roma
La crisi economica tocca anche il cinema. Uno dei più noti stabilimenti di sviluppo e stampa di pellicola, la Technicolor, sta progressivamente chiudendo le sue sedi europee. Il piano industriale prevede per il prossimo futuro la dismissione della stampa della pellicola e il mantenimento del solo digitale.
Così, dopo la chiusura degli stabilimenti americani, tedeschi e inglesi, sta per giungere il turno di quello italiano, che si trova a Roma, sulla Tiburtina, a poche centiaia di metri dal GRA.
Già prima dell'estate sono stati licenziati o non rinnovati 90 posti di lavoro. Adesso rischiano il posto altri 80 lavoratori. Lo stabilimento dovrebbe chiudere, il terreno dovrebbe essere messo in vendita e la produzione del digitale, che richiede spazi minori e meno mano d'opera, concentrata in città in alcuni studi già parte del gruppo.
Si tratta del risultato di un accordo a livello mondiale, per il quale una sola casa di produzione principale si occuperà della pellicola nei prossimi anni.
La lettera è giunta inaspettata poco prima di natale. I sindacati hanno cominciato una trattativa che non si sa dove porterà. I giornali, per ora, tacciono.
Nei primi anni Settanta del secolo scorso esistevano due Technicolor in Italia: oltre quella romana, infatti, era attiva una sede a Milano. Che chiuse, però, verso la fine del decennio. In via Tiburtina, invece, si resistette. I lavoratori occuparono più volte lo stabilimento e riuscirono a non farlo chiudere, superando la crisi del cinema negli anni Ottanta. Nel decennio successivo, e fino a pochi anni fa, si registrò una fase di espansione, che portò nuovi posti di lavoro. Oggi, tutto questo rischia di essere bruciato da una gestione insufficiente del patrimonio, umano e tecnologico, che hanno svolto i proprietari della multinazionale.

martedì 3 gennaio 2012

Bando Corso Stragismo

Pubblichiamo il Bando per il Corso di Giornalismo sullo Stragismo in Italia organizzato nel 2011 dalla Fondazione Basso e dall'Associazione Scrivi di Diritto Scuola di Giornalismo.
La domanda è: verrà ripetuto anche quest'anno?












Corso di Approfondimento

“Lo stragismo in Italia da Piazza Fontana a Via d'Amelio”
 La violenza politica come nodo interpretativo della vicenda repubblicana


L'Associazione Scrivi di Diritto - Scuola di Giornalismo della Fondazione Internazionale Lelio Basso insieme alla Fondazione Basso - Sezione Internazionale promuove il Corso di Approfondimento “Lo stragismo in Italia: da Piazza Fontana a Via d'Amelio”.
Il ciclo di seminari avrà luogo da marzo ad aprile il venerdì pomeriggio e il sabato mattina.
Sulla base dei documenti, delle indagini della magistratura e delle commissioni parlamentari e delle inchieste giornalistiche il corso presenta interventi di storici, presidenti e membri delle commissioni d'inchiesta, giornalisti e magistrati, che forniranno una chiave interpretativa del fenomeno stragista sviluppatosi in Italia come “strategia della tensione”alla fine degli anni sessanta e riemerso (caso unico in Europa) in tutta la sua drammaticità dopo la fine della guerra fredda ad inizio anni novanta. Attraverso la rivisitazione, l'analisi e la comparazione delle fasi 1969-1974 (prima fase della strategia della tensione), 1980-1981 (strage di Bologna e scoperta della P2), 1992-1993 (stragi di Capaci e via D'Amelio), l'obiettivo che il corso si propone è quello di fornire dati e conoscenze in grado di misurare l'incidenza sulla società italiana del fenomeno stragista, le risultanti politiche configuratesi con la sua comparsa e gli sviluppi determinatisi all'interno della complessa transizione italiana nel quadro politico nazionale ed internazionale.
Nel quadro dell'analisi del fenomeno della violenza politica come nodo interpretativo della vicenda repubblicana sarà affrontata anche la vicenda del sequestro e dell'uccisione di Aldo Moro.
Verranno distribuiti ai partecipanti documenti giudiziari relativi ai processi per strage e tentativi eversivi; documenti delle commissioni d'inchiesta parlamentare sulle stragi, sul rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, perizie storiche redatte da consulenti delle procure e delle commissioni parlamentari relative a strutture parallele, organizzazioni eversive e attività politiche illegali.

Programma del corso:

4 marzo “Il contesto storico-politico e la dimensione pubblica dello stragismo 1969-1974”
Relatore: Davide Conti, orario: 16-18
5 marzo “Il contesto storico-politico e la dimensione pubblica dello stragismo 1992-1993”
Relatore: Maurizio Torrealta, orario: 10-12
11 marzo “Da Piazza Fontana a Piazza della Loggia la prima fase della “strategia della tensione”
Relatore: Davide Conti  (I° Parte), orario: 16-18
12 marzo“Da Piazza Fontana a Piazza della Loggia la prima fase della “strategia della tensione”
Relatore: Davide Conti (II° Parte), orario: 10-12
19 marzo “Il rapimento Moro”
Relatore: Giuseppe De Lutiis (I° Parte), orario: 10-12
21 marzo “Il rapimento Moro”
Relatore: Giuseppe De Lutiis (II°Parte), orario: 16-18
26 marzo “Il memoriale di Aldo Moro ed il sommerso della Repubblica”
Relatore:  Francesco Maria Biscione, orario: 10-12
1 aprile: “La P2 nella storia dell'Italia repubblicana”
Relatore: Sergio Flamigni, orario: 16-18
2 aprile: La stagione delle stragi e la trattativa 1992-1993”
Relatore: Maurizio Torrealta, orario: 10-12
8 aprile: “Le strutture occulte: il Noto Servizio”
Relatore: Stefania Limiti, orario: 16-18
9 aprile: “La stagione delle stragi e la trattativa 1992-1993”
Relatore: Maurizio Torrealta, orario: 10-12
15 aprile: “Dalla strage come fatto politico alla politica delle stragi” (Tavola rotonda)
Relatori: Giovanni Pellegrino, Giuseppe De Lutiis, Francesco Maria Biscione.
Modera Davide Conti. orario: 16-19

 Condizioni per la partecipazione al corso:

1.I candidati debbono compilare il modulo di iscrizione, presentare un curriculum vitae e due foto tessera. La quota di partecipazione per tutto il corso è di Euro 150,00 da versare sul conto corrente della Associazione Scrivi di Diritto-Scuola di Giornalismo della Fondazione Internazionale Lelio Basso presso la Banca Popolare Etica Ag. Roma Via Parigi IBAN IT59N0501803200000000110852, entro il 3 marzo 2011. Causale: Iscrizione Corso stragismo 2011.
L’Ente promotore si riserva la facoltà di annullare il corso entro una settimana dall’avvio qualora non si raggiungesse il numero minimo di partecipanti, in tal caso ci si impegna a restituire le quote versate.
2. Alla fine del corso verrà rilasciato un certificato di frequenza a coloro che non hanno perso più di una lezione.
3. Le lezioni si terranno il venerdì dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12 con l'eccezione del lunedì 21 marzo dalle 16 alle 18. Alla fine di ogni intervento sarà previsto uno spazio di dibattito. Verrà richiesta una firma in entrata e in uscita per verificare l’effettiva presenza per tutta la durata degli incontri. L'organizzazione si riserva di comunicare tempestivamente eventuali variazioni di data.
4. Le iscrizioni sono aperte dal 24 gennaio 2011 al 3 marzo 2011 presso la sede della Fondazione Basso – Sezione Internazionale. Si considera effettiva l’iscrizione al momento del pagamento della quota di partecipazione. Le domande possono essere consegnate a mano, a mezzo fax al numero 06-97611036 o a mezzo posta prioritaria. Farà fede il timbro postale. Sulla domanda si autorizza il ricevente al trattamento dei propri dati personali ai sensi della L. 196/2003, i dati verranno comunque utilizzati ai soli fini didattici.
Per tutte le informazioni sul corso e sulle modalità d'iscrizione contattare la Segreteria della Associazione Scrivi di Diritto- scuola di giornalismo della Fondazione internazionale Basso, via della Dogana Vecchia 5 - 00186 Roma
Tel: 06 67611743, 066877774 - E-mail: formazione.filb@gmail.com, info@ascrid.it    
Web: www.internazionaleleliobasso.it

Roma,  24 gennaio 2011                                                                  

Maurizio Torrealta,                                                                           Giovanni Tognoni,
Direttore della Scuola di giornalismo                                                       Legale Rappresentante                                                                                                                               dell'Associazione Scrivi di Diritto